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Brain-tooling

mostra collettiva

a cura di Gianluca d’Incà Levis, Riccardo Caldura, Petra Cason

Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore (BL)

30 Giugno | 30 Settembre 2018

Dolomiti Contemporanee

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Fruit Exhibition

2-3-4 Febbraio 2018

Palazzo Re Enzo, Bologna

Pubblicazione del catalogo EINGEDENKEN| RECORDACIÓN. Trabajar para comer frutto della residenza artistica PACA 2017

PACABOOKS

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CabiNet

in collaborazione con Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva di Palermo

a cura di Giulia Crisci e Marina Sajeva

opening 29 Novembre ore 18:00

Piazzetta Francesco Bagnasco, Palermo

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Perché non sono riuscito mai a nuotare ho deciso di volare.

mostra collettiva

a cura di Angelo Castucci

opening 10 Novembre ore 19:00

Federico Bianchi Contemporary Art, Milano

Per mantenere viva e approfondire l’eredità artistica di Bert Theis, Isola Art Center in collaborazione con FM Centro per l’Arte Contemporanea e NABA Nuova Accademia di Belle Arti organizza una serie di eventi che nell’arco di due giorni vedranno incontri con approfondimenti teorici, esposizioni e possibilità di incontro coinvolgendo tutti coloro che hanno conosciuto Bert.

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Fuocoapaesaggio

mostra collettiva

a cura di Dolomiti Contemporanee

riapertura del Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore (BL)

20 Maggio | 30 Settembre 2017

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The flowers of romance

soloshow

opening: 29.03.2017 dalle 18.30 alle 21.30

29 Marzo | 28 Aprile 2017

Nowhere Gallery, Milano

Invito

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Corrispondenze

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a cura di Davide Ricco e Stefania Galegati

Caffè Internazionale, Palermo

21 Febbraio | 10 Marzo 2017

CS_Corrispondenze di Irene Coppola. pdf

installazione corrisponenze


Academy Awards 2016

a cura di Simone Frangi in collaborazione con Boîte e Waiting Posthuman

Novembre 2016 | Febbraio 2017

VIAFARINI, ex Fabbrica del Vapore, Milano

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AA Bronson, Evidence of Body Binding (arm with torso), ca 1970

artisti e curatori emergenti selezionati: Monia Ben Hamouda; Roberto Casti; Irene Coppola; Elena D’Angelo; Maria Giovanna Drago; Mimì Enna; Giulia Floris; Byron Gago; Gabriele Longega & Ilaria Zanella; Maki Ochoa; Renk Özer; Tomas Maria Postiglione Øvrelid; Chiara Principe; GianMarco Porru; Roberta Riccio; Alberta Romano; Gabriel Stöckli; Marcella Toscani; Nicolas Vamvouklis; Rui Wu

Academy Awards è un progetto di formazione, autoformazione e ricerca, curato da Viafarini e giunto alla sua quarta edizione. Un laboratorio della durata di quattro mesi, da novembre 2016 a febbraio 2017, rivolto a un gruppo di 20 studenti e neo diplomati delle principali Accademie e Università italiane, selezionati tramite open call.
Academy Awards offre ai 20 partecipanti uno spazio in cui lavorare e riflettere sulle pratiche artistiche, condividendo occasioni di formazione e professionalizzazione.
Per la durata del programma Academy Awards trasforma gli spazi di Viafarini (spazio espositivo, archivio DOCVA, VIR Viafarini-in-residence) in un luogo di coworking, che i giovani artisti potranno utilizzare come studio condiviso, spazio dialogico per studio visit e portfolio review, zona di autoformazione tramite critical session e ad un programma di visiting con professionisti.

La programmazione visiting di Academy Awards 2016 si presenta come un think tank con lecture, workshop, seminari, tavoli di lavoro.

Modulo I. Femminismi a cura di Simone Frangi in collaborazione con Boîte
con contributi di (programma in definizione): Caterina Iaquinta, Elvira Vannini, Barbara Casavecchia, Margherita Morgantin, Lorena Giuranna, Chiara Cartuccia, Georgia René-Worms, Gabriele Sassone, Giulia Tognon, Maya Tounta, Erëmirë Krasniqi, Giulia Brivio e Federica Boràgina.

Modulo II. Postumanismi a cura di Waiting Posthuman (Leonardo Caffo e Azzurra Muzzonigro) con incontri tematici su corpo, margine, animale, ibrido, rete, vuoto.

www.waitingposthuman.com
www.boiteonline.org


Arte Fiera Verona 2016

14 | 17 Ottobre 2016

Caffè Internazionale, sezione Spazi Indipendenti

a cura di Stefania Galegati Shines e Davide Ricco

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Residenza artistica PACA_Proyectos Artisticos Casa Antonino

Trabajar para comer. RECORDACIÓN

a cura di Virginia Lopez

10 | 30 September 2016

Casa Antonino, Gijon (Spagna).

Mostra di fine residenza: dal 6 al 30 October 2016, Museo del Ferrocarril de Asturias, Gijon, Spain.

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Photo: Irene Coppola, STUDIO 1x, 2016

Di seguito: galleria immagini / image gallery

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Immagini della mostra Recordacion: Trabajar para comer  a cura di Virginia Lopez e Griselda Coro Niembro, presso il Museo del Ferrocarril de Asturias, Gijon (Spagna).

Irene Coppola, Sulla materilità dell’ immemoriabile, 2016

Un punto di partenza: sentire lo spazio, osservare, esperienza tattile, materiali, occhio microscopico che analizza e disseziona elementi del paesaggio e oggetti quotidiani. A posteriori suona la cassa di risonanza e quegli elementi si ricompongono concettualizzati e ridotti ad immagini universali, come segni e grafici nello spazio. Questo brevemente il processo creativo di Irene Coppola che si materializza in un’istallazione ambiente “essenziale” dove ognuno degli elementi si completano ed esplicano. Tutti rimandano all’immemorabile, a quello che apparentemente non è degno di essere ricordato dalla grande storia, adesso riscattato.

Virginia Lopez

link: immagini progetto


Counterproduction Summer School

a cura di Daria Filardo e Stefania Galegati Shines

16 l 26 Luglio 2016

Caffè Internazionale, Palermo

Visiting Professor: Jesal Kapadia, Diego Perrone, Anetta Mona Chisa

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Il Caffè Internazionale è lieto di presentare la prima scuola estiva a Palermo di arte contemporanea. Sotto la guida di Daria Filardo e Stefania Galegati Shines,15 giovani artisti internazionali si confrontano sull’idea di counter/production come analisi dei processi indipendenti legati alla produzione. L’attività del caffè internazionale con questa Summer School vuole aprire un dialogo con la città. Palermo città in rapido cambiamento ospiterà nel 2018 la Biennale di Manifesta.
Counter/Production mette al centro della riflessione l’idea di produzione culturale come necessità e urgenza di controproduzione. La controproduzione artistica è un dispositivo di scardinamento e riproposizione poetica della realtà in linguaggio artistico. Le possibili strategie di pensiero e azione dell’arte sono un constante lavoro di ripensamento dell’oggetto, del processo, del ruolo dell’artista e della sua funzione.

Caffè Internazionale is proud to present the first summer school in Palermo contemporary art. Under the guidance of Daria Filardo and Stefania Galegati Shines, 15 international young artists  discuss the idea of counter / production analysis as independent processes linked to production.
The activities of this Summer school want to open a dialogue with the city. Palermo, city that is rapidly changing, will host the Manifesta Biennale in 2018. Counter / Production focuses on the idea of cultural production as a necessity and urgency of counterproduction. Counterproduction in art is a disruption device and a poetical reactivation of reality in artistic language. The possible strategies of thought and art actions are a constant work of rethinking the object, the process, the artist’s role and its function.

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Vista installazione atto finale/ installationview final act


Do Disturb 

Festival di arti performative

a cura di Vittoria Matarrese

8-9-10 Aprile 2016

Palais De Tokyo, Parigi

DD-Programme / palaisdetokyo

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Immagini documentazione performance ContrAzione


Curatela e partecipazione alla mostra Fuori Formato

per StudiFestival #2 Milano

19 Marzo 2016

Spazio STANDARDS Milano

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Fuori Formato mette insieme diversi esempi di uso possibile dell’oggetto-libro, inteso non soltanto come supporto o contenitore della pratica artistica ma vero e proprio dispositivo attivo. In mostra opere individuali e collettive di giovani artisti che dalla narrazione intima all’installazione, dalla rivista alla performance innescano una serie di connessioni e riflessioni sull’uso del mezzo cartaceo come parte integrante del processo artistico. Da qui la pagina si fa luogo dell’azione, assumendo varie configurazioni al di la dei suoi formati standard.

Fuori Formato brings together several examples of possible use of the object – book, intended not only as a support or container of artistic practice but as a real active device. In the exhibition, individual and collective works of young artists (from installation to intimate narration, from magazine to performance) trigger a series of connections and reflections on the use of this medium as an integral part of the artistic process . Hence the page became place for the action, assuming various configurations beyond its standard formats.
www.studifestival.it  CS_Fuori Formato

Di seguito: galleria immagini / image gallery

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Opening casa!!! WELCOME _WEL-COME! _WE ‘LL COME

28 febbraio 2016 ore 19.00, Milano

Inaugurazione Casa | Openstudio | Mostra

in collaborazione con Elena Adamou

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La casa come spazio espositivo, si attiva, è display di oggetti d’arte ed interventi site specific. Una riflessione sul rapporto tra corpo e spazio quotidiano, tra luogo intimo ed esterno, privato e relazionale, un cerchio che ritorna al punto. Spazio di spazi in contaminazione. Interventi minimi in dialogo con un’ambiente preesistente, oggetti in “attesa” ed altri volutamente collocati. Come un gioco di rimandi la mostra invita il visitatore ad indagare, a scoprire, ad attivare tali connessioni.

The home as an exhibition space, is activated as a display of art objects and site specific interventions. A reflection on the relationship between body and everyday space, between intimate and external, private and relational space, a circle that comes back to the point. A space of spaces in contamination. Minimal interventions are in dialogue with an existing environment, objects in “pending”, and others deliberately placed. As a game of references the exhibition invites the visitors to explore, to discover, to active those connections.

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NO PLACE 2_ N 45° 8’ 3.339” E 9° 41’ 3.878”

a cura di Umberto Cavenago

12 Marzo 2016

Castello di Fombio, Piacenza

NO PLACE è un esperimento sociale, una mostra/incontro della durata di un giorno.
La struttura organizzativa dell’evento si basa sulla metafora del rizoma: non esiste una singola curatela che segue un’unica direzione lineare, ma più punti d’origine che avviano connessioni in qualsiasi direzione.

Partito da un primo nucleo di 16 autori, il rizoma di NO PLACE ha coinvolto oltre 300 artisti, chiamati a portare una traccia di sé sotto forma di opere che vivano di “luce propria” (installazioni luminose, interventi visibili su smartphone, tablet, computer, lightbox, ecc.), popolando il castello di presenze discrete fatte di luci vibratili e mai definitive.

All’origine del progetto c’è l’idea di Umberto Cavenago, sviluppata con Ermanno Cristini, che si consolida con la partecipazione di Ilaria Caldirola e Roberto Pacchioli.

www.noplace.space.

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Irene CoppolaUntitled, 2016, pile AA, grafite, led

ph Andrea Reggioli


CACHET DE LA POSTE FAISANT FOI (date as per postmark)!

mostra collettiva itinerante

a cura di Valentine Busquet

Inaugurazione 12 Gennaio 2016

Villa Mallet-Stevens, Parigi

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Irene Coppola, LAND SCAPE cartolina e grafite, 2016


XXIVa edizione della rassegna d’arte contemporanea Palinsesti

Città che si vedono

collettiva a cura di Giorgia Gastaldon

Palazzo Altan, San Vito al Tagliamento (PN)

Artisti: Carlo Andreasi, Maria Rebecca Ballestra, Irene Coppola, Irene Fenara, Alessandro Ruzzier

«Anche ciò che sembra evocazione di una città arcaica ha senso solo in quanto pensato e scritto con la città di oggi sotto gli occhi»: nel trentesimo anniversario della scomparsa di Italo Calvino la mostra collettiva Città che si vedono prende spunto dalla lettura de Le Città invisibili (1972), nel tentativo di portare avanti una riflessione su alcuni temi fondamentali legati all’uomo ed al suo modo di costruire le città e starci (o non starci) dentro. La memoria, il desiderio, i segni che caratterizzano gli spazi urbani sono gli spunti narrativi di questa mostra, assieme alle tematiche del viaggio, della scoperta, della fragilità delle metropoli moderne, del rapporto tra l’uomo e la natura. Questa mostra fa parte di un nucleo più ampio di tre eventi espositivi organizzati in Regione per ricordare il trentesimo anniversario della scomparsa di Italo Calvino: si svolge infatti in collaborazione con il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine (Casa Cavazzini, Per una gioiosa entropia, 4 luglio – 20 settembre 2015) e con la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (Se una notte d’inverno, 3 ottobre 2015 – 10 gennaio 2016).

«The depiction of an archaic city will make sense only as far as it has been deceived and written keeping in mind and in sight contemporary cities». The collective exhibition Città che si vedono has been inspired by the novel Le Città invisibili (Invisible cities, 1972) and is intended to commemorate the thirtieth anniversary since Calvino’s death. It invites the viewer to ponder upon some key themes regarding how mankind builds cities in which humans themselves may fit in (or not). The narrative triggers of this exhibition are memory, desire and the signs that characterise urban spaces, as well as the themes of travels, enquires, the fragility of the modern metropolis and the relationship between the human kind and nature.

http://www.palinsesti.org/2015/

Vista installazione // Installation View_Irene Coppola


IV ciclo di residenze PAS_Progetto Atelier Sardegna

a cura di Paolo Carta, Cristina Meloni e Laura Cherchi

Settembre | Ottobre 2015

Belvì (NU)

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Immagine dall’open studio degli artisti in residenza Irene Coppola e Francesco Battaglia.

Nel corso della residenza a Belvì, Irene Coppola ha indagato la dimensione fisica, culturale ed emozionale del territorio. Le sue Note al senso dell’orientamento tracciano lo schema di un processo esperienziale complesso e stratificato. Appunti visivi che si articolano nello spazio e restituiscono i frammenti di un discorso dalle molteplici possibilità combinatorie; un intreccio lungo il quale immagini archetipiche – la montagna, la pietra, il corpo femminile, il canto, il suono, il viaggio – si confondono in un gioco di infiniti rimandi. L’artista utilizza materiali prelevati dal territorio, naturali oppure scarti di lavori artigianali, e vi interviene attraverso gesti minimi ma capaci di produrre uno spostamento, uno slittamento percettivo e semantico che riconfigura l’elemento di partenza in senso ambiguo o ambivalente.

Pietre di scisto vengono lavorate come fossero materia soffice, scavate in superficie per creare fragili ripiegamenti; una spirale di ferro resta sospesa a pochi millimetri dal suolo, nella tensione che si annulla tra peso e leggerezza; Pitz’e Pranu, il monte che si erge difronte al paese, diventa un’illusione percettiva, un gioco di colori complementari, oppure scompare fotografato dietro un banco di nebbia e si fa immagine astratta, in bilico tra il visibile e l’invisibile; le tessere perforate tradizionalmente utilizzate per la tessitura producono le note di un carillon mentre il grafico della registrazione audio della “sirena”, la scala musicale con cui le donne del coro di Belvì scaldano la voce, traccia il profilo di una montagna.

L’artista ha poi indagato il concetto di utopia. Durante un workshop con i bambini della scuola elementare, ha lavorato sulla scomposizione dei confini della Sardegna per generare nuove forme possibili da ricombinare e stratificare in nuove utopiche configurazioni, nuove utopiche isole. (vedi https://irenecoppola.wordpress.com/2015/11/06/ricostruiamo-la-nostra-isola/)

A cura di Laura Vittoria Cherchi

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Vista Installazione // Installation View_Irene Coppola