Note al senso dell’orientamento

Di seguito un approfondimento sulle 6 Note al senso dell’orientamento, nate durante la residenza artistica in Belvì (Nu) promossa da PAS_Progetto Atelier Sardegna Settembre/Ottobre 2015.

Nota #1_Sa pedra de s’arregodu

Pietra di scisto, piedistallo in ferro, supporto plexiglass

Lavorazione della pietra di scisto locale, prelevata nei pressi del monte Pitz’è Pranu. Serie di microsculture in cui lo strato superiore è stato “grattato” per creare un soffice ricciolo che rimane saldo sulla pietra. Alcune sono state donate agli abitanti di Belvì, lasciate in custodia come oggetti carichi di memoria. 

Intervention on some local stones collected from the Pitz’é Pranu mountain. Series of microsculptures where the surface is “scratch” to create a soft curl standing on the stone.Many of them were donated to some inhabitants of Belvì, leaved as objects bearer of memories.

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Nota #2_Molla

spirale di ferro

Attraverso un gesto minimo di ricollocazione spaziale l’ oggetto, scarto del lavoro artigiano, si riconfigura come scultura in equilibrio tra leggerezza e concretezza, dove la forma definita allude ad un’azione di srotolamento in atto e rimane sospesa a pochi centimetri da terra.

Through a minimal gesture of replacement in the space the object, waste of craftsmanship, is reconfigured as a sculpture in balance between lightness and substance, where the defined shape alludes to an action of unwinding in progress and it remains suspended above the floor.

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Nota #3_Immagine persistente

File jpg., schermo 38″

Esercizio ottico: osservare per 20 sec. circa il punto nero al centro dell’immagine, quindi spostare lo sguardo su una superficie chiara e battere le palpebre ripetutamente. Tentativo di portare con me, in ogni luogo, un luogo comune e insieme speciale di una piccola comunità locale, attraverso un’esperienza visiva.

Optical exercice: observe for about 20 sec. the black point in the center of the image, than look elsewhere on a white surface and blinking repeatedly. Attempt to bring with myself, everywhere, a common and special place of a small local community, through a visual experience.

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Nota #4_Pitz’è Pranu

stampa su carta fotografica lucida, 29 x 21 ca

I due scatti rivelano l’esperienza dell’occhio che vuole cogliere, dallo stesso punto d’osservazione (ossessivo) dello studio, la montagna che si erge di fronte. Apparenti monocromi che negano qualsiasi punto di riferimento ma al contempo danno traccia della sua presenza.

The two shots reveal the experience of the eye that wants to catch, from the same (obsessive) point of view, the mountain which stands opposite to the studio. Apparent monochromes that deny any point of reference but at the same time give evidence of its presence.

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Nota #5_Suono di un tessuto

traccia audio 5.28″, scheda perforata

Lo scarto di una scheda perforata, utilizzata per tessere un motivo tipicamente sardo (chiamato Pistocchu), è la matrice di una traccia sonora ricavata attraverso un carillon.

The waste of a punch card, used to weave a typical Sardinian pattern (called Pistocchu), is the matrix of a sound track made by a music box.

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Nota #6_La sirena

video loop, pietra di scisto

Un’ esercitazione vocale del coro femminile di Belvì, detto “la sirena”, diventa il ritmo irregolare e singhiozzante che accompagna l’immagine della sua stessa traccia sonora. Questa è assimilabile, nel movimento e nella forma, alla montagna, la cui pietra (da essa estratta) ne rappresenta la sintesi. Un “grido” corale al femminile in stretto legame con la terra.

A vocal exercise recorded from the female choir of Belvì, called “the siren”, becomes the irregular and sobbing rithym that attends the image of its own soundtrack. This looks like the mountain for its movement and shape, so the stone (extracted from it) is its synthesis. A choral and female “scream” in a close connection with the earth.

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