And And And

diario di viaggio

 1 Luglio – 11 Agosto 2012

treno MILANO-BASILEA-KASSEL

Un ex ospedale per bambini è il luogo che accoglie me e altri studenti da diverse parti del mondo. riceviamo un sacchetto ciascuno con dentro la mappa della città, 3 quaderni bianchi firmati dOCUMENTA (13) e uno dei 100 notes e thoughts della rassegna. Dalla finestra della mia camera una pista d’atterraggio dismessa ed è subito amore. Kassel è una città piccola, la si percorre in breve a piedi. Altro luogo la ex palestra! la chiamavamo anche Turnhalle. I primi giorni ti senti ospite, c’è solo uno spago e delle morbide tende che separano il pubblico dal nostro luogo di ritrovo. C’è anche una grande cucina con due enormi frigoriferi, potevo sentirmi a casa mia. Si fa colazione intorno ai tavoli di legno in una palestra. Conosciamo Ayreen Anastas e Rene Gabri. Si chiacchera, ci si presenta, si esplora la zona. Dalla cucina c’è un altro ingresso o uscita che da su uno spiazzale/parcheggio, di fronte c’è una fabbrica dove si aggiustano i treni, ma subito accanto alla palestra c’è un piccolo orto e casse di terra da seminare.

Facciamo un gioco! camminiamo tutti intorno sulla pedana di legno e ogni volta che incrociamo i nostri occhi guardiamoci senza distogliere gli sguardi e così via con il prossimo, poi facciamo un grande cerchio, seduti.. ci raccontano un pò di and and and.

I primi giorni sono un pò confusa, voglio trovare qualcosa da fare. Potevo fare ritardo, non c’erano mai appuntamenti a cui tutti erano presenti allo stesso tempo. Si fanno molti incontri, abbiamo un calendario di seminari dalla mattina alla sera. Ritornando verso l’ospedale si incrociano i lavori di alcuni che partecipano a documenta. Nei giorni successivi ci imbattiamo negli altri due punti di ritrovo, il tea garden e il chiosco all’ Orangerie. Il primo lo gestiamo noi, alternandoci a gruppi di due serviamo tè e tisane a base di erbe colte dal giardino, di fronte all’Ottoneum Naturkundemuseum. Faremo due incontri con Michael Brodda che ci spiega quali piante si trovano nel giardino e  le loro proprietà. Il mio infuso preferito era menta, cola e anis, piaceva molto anche quello ai fiori di calendula e timo. Era un momento intenso, il tea garden, si incontravano tantissime persone, curiosi, visitatori della rassegna, giornalisti, artisti, famiglie persino siciliani!..Al chiosco si vendevano prodotti biologici, una piccola area ristoro nel parco di kassel dove ogni tanto ci riunivamo seguendo incontri e workshop.

Il clima non era il massimo. Pioveva spesso, era nuvoloso.

La prima settimana conosco Leon Redler. Con lui seguiamo un workshop dal titolo “politics of  small groups”, nel ’68 lo condusse alla Antiuniversity of London. Partiamo da un elenco di domande su tale questione da cui si amplieranno discussioni in più gruppi. Alle volte prima dell’incontro praticavamo t’ai chi seguendo i suoi movimenti lenti. Nel frattempo incontro Brian Holmes e Bifo che avviano una conversazione in Turnhalle! un pomeriggio c’era uno screening and talk con Oliver Ressler. Il giorno dopo abbiamo cenato in tanti! Dalle 8 pm alle 2 am c’era Suely Rolnik. tratta la questione del body knowing, una conoscenza che prende luogo attraverso le affezioni e gli affetti: le prime sono tracce dei nostri corpi negli altri, i secondi sono gli effetti delle affezioni nel nostro corpo. Da qui il concetto nietzscheano della volontà di potenza. Una donna irrequieta, mi colpì la grandissima quantità di sigarette che davano una cadenza ritmica alla sua voce.

Con Claire Pentecost seguii un workshop di scrittura creativa, quella mattina mi sentivo tutt’altro che creativa, fu divertente. Ricordo di aver scritto qualcosa riguardo ad un pavone che avevo visto il giorno prima in una riserva. Questa settimana è la volta dei Five Decolonial Days In Kassel con Pedro Lasch, Maria Inigo Clavo, Dalida Maria Benfield, Alanna Lockward & Bebop, Walter Mignolo, Maribel Casas, Sebastian Cobarrubias. Testimonianze, discussioni, presentazioni sull’ estetica decoloniale e le forme colonizzate del potere nel mondo dell’arte “professionale”, siamo tanti!

la concentrazione non era permanente…ogni tanto si fuggiva dalla palestra.

Nei tre giorni di workshop su Sci-Fi Autonomy con Graeme Thomason e Silvia Maglioni consideriamo alcune implicazioni che l’approccio di Guattari ha nel cinema politico.*Un amour d’UIQ*. Alcuni membri del gruppo femminista Cinenova di Londra ci mostrano dei film e la loro piattaforma di distribuzione di materiali d’archivio, ascoltiamo un film in italiano!

Al Gloria Cinema vediamo una selezione di film di Michel Auder in due serate. Il 26/07 in Parkstraße vado ad ascoltare un incontro organizzato dagli abitanti del quartiere per salvare gli alberi della strada. Alcune donne tessono ad uncinetto intorno ad un albero, si fa una lunga fila indiana tenendoci per mano cantando una canzone per gli alberi..li avrebbero abbattuti lo stesso. Il giorno dopo ci vengono a trovare i membri di alcune communi da e vicino Kassel. Condividono tutto, c’è chi vi è nato! Ogni gruppo ha le sue regole. Visitiamo dei giardini urbani. Con Lutz und Silvia Freyer lavoriamo l’argilla intorno ad un grande tavolo nell’area aperta al pubblico.

È già agosto e incontriamo Levon Abrahamian e Gayane Shagoyan antropologi che risiedono a Yerevan, Armenia, con cui discutiamo sull’uso e l’abuso politico del rituale. Partiamo dall’esempio del 28 Maggio 2005, giorno dell’indipendenza, quando centinaia di persone si sono raccolte ai piedi del monte Aragats per partecipare ad una danza collettiva di 15 min attorno ad esso. Karen, Lala e Aruth tre artisti provenienti anch’essi da Yerevan fanno parte del gruppo di amici invitati a vivere insieme a noi l’esperienza di and and and. Persone fantastiche con cui è stato interessante confrontarsi ed assumere modi critici e costruttivi!

Successivamente Susan Kelly e Janna Graham ci chiedono What is the Sound of the Conflict You Can’t Hear? A ciò seguiranno 3 giorni di workshop sulle questioni legate alle traduzioni incongruenti e il concetto di traduzione come pratica artistica condotto da Natasha Sadr Haghighian, Ashkan Sepahvand, Shahab Fotouhi: “seeing studies”; lo spazio urbano e le architetture sono legate al processo di traduzione. L’ultima settimana della mia permanenza in Kassel era dedicata a 5 giorni di workshop sulle potenzialità di un web non capitalista. Seguii di tanto intanto mentre cercavo di guardarmi in giro per osservare altri lavori di artisti sparsi in città. Non c’era mai molto tempo libero, di rado ma necessariamente trovavo vie di fuga che mi aiutavano ad affrontare questa vita comune.

L’ultima sera cenammo insieme in palestra, il piccolo giardino era ormai sbocciato! Rene la usò come metafora visiva del nostro contributo ad and and and.

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TeaGarden

 |Chiosco Orangerie|

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workshop con Leon RedlerIMG_5099

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+++++++Lavoriamo l’argilla!++++++

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